Veduta del Castello di Laterina sul colle del Valdarno

Castello di Laterina, Valdarno, Toscana

Il Castello di Laterina

Un cammino tra le mura di un borgo medievale ancora abitato, non un museo, non un rudere: mille anni di storia, attraversati a piedi.

Prima di entrare

Laterina si vede da lontano prima di essere raggiunta: un profilo di torri e tetti su un colle del Valdarno, circondato da campi coltivati. Non è un rudere conservato per i visitatori: è un borgo medievale fortificato, ancora abitato e vissuto.

Le mura

Le mura che cingono ancora oggi il borgo non hanno sempre avuto l'altezza attuale. Le fonti locali consultate raccontano che in epoca medievale erano più alte di quanto si vede oggi: furono abbassate attorno al Seicento, e la pietra recuperata dallo smontaggio fu riutilizzata per costruzioni all'interno del castello stesso: case, muri divisori, ampliamenti. Non è un dato da archivio primario, ma una tradizione tramandata localmente, coerente con quello che si osserva camminando lungo il perimetro: tratti di muratura più bassa affiancati a edifici che sembrano aver ereditato pietre più antiche di loro. Il risultato è un camminamento che oggi si percorre a passeggio, con la campagna del Valdarno che si apre oltre il bordo di pietra.

Le mura del castello con l'arco di accesso al borgo

La Porta Fredda

Nel versante Nord troviamo la Porta del Ghianderino, che i laterinesi chiamano anche Porta Fredda o la Ghiacciaia. È una torre del basso Duecento, e reca ancora, scolpita nella pietra, l'effige del Castello di Laterina. Tra gli elementi architettonici del borgo è quello che le fonti consultate indicano come il più originale, il meno rimaneggiato nei secoli. Proprio a ridosso di questa torre, in Via Porta Fredda, si trova l'appartamento La Torretta, che da qui prende parte del suo nome: dormire lì significa avere questa porta come vicina di casa.

La torre della Porta Fredda, Porta del Ghianderino
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La Piazza, il Palazzo del Podestà e la Propositura

La piazza si apre davanti alla chiesa dei Santi Ippolito e Cassiano, e al suo fianco si affaccia il Palazzo Podestarile, un tempo sede del Podestà che amministrava il castello per conto della Repubblica Fiorentina. La facciata porta più di venti stemmi lapidei, insieme ad alcuni stemmi in terracotta invetriata policroma: segni murati di governi che si sono succeduti nei secoli, uno dopo l'altro. Sulla facciata, una meridiana in pietra scandisce il tempo da secoli. Ai lati della chiesa si possono ammirare dei mosaici risalenti all'età imperiale romana, provenienti da una villa in località Le Pievi.

La piazza della chiesa dei Santi Ippolito e Cassiano col Palazzo Podestarile
Mosaico romano di età imperiale, dalla villa di Le Pievi
Interno della chiesa dei Santi Ippolito e Cassiano

Il salone del Podestà

Dentro il Palazzo Podestarile, al piano dove oggi si soggiorna nell'appartamento Michelangelo, si trova l'antico salone di ricevimento del Podestà. Sulle pareti sopravvivono frammenti di un ciclo di affreschi rinascimentali: stemmi dipinti in rosso e ocra, e i resti di un'iscrizione di cui oggi si leggono solo poche lettere isolate. La superficie porta ancora i segni di una fitta picchiettatura, i colpi dati secoli fa per far aderire un nuovo strato di intonaco quando l'affresco fu deliberatamente coperto e dimenticato, per generazioni, sotto una parete bianca. È stato riportato alla luce solo in tempi recenti, e il restauro non ha aggiunto nulla: nessuna integrazione pittorica, nessuna ricostruzione di fantasia, solo ciò che il tempo ha lasciato passare. È la stessa storia del castello che lo ospita, in scala più piccola: qualcosa che è stato nascosto, e poi restituito a chi guarda. Laterina, nel suo insieme, è un po' così: un borgo autentico a venti minuti da Arezzo, che la maggior parte dei viaggiatori non sa che esiste finché non lo trova.

Affresco quattrocentesco riportato alla luce nell'appartamento Michelangelo
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Un nome tra gli stemmi

Tra i molti stemmi murati sulla facciata del Palazzo Podestarile, nessuno porta il nome che rende Laterina interessante per chi si occupa di storia dell'arte, ma il nome è comunque registrato altrove. Nel 1457 Leonardo Buonarroti, nonno paterno di Michelangelo, fu Podestà di Laterina: lo attesta l'albero genealogico della famiglia pubblicato nel 1875 da Aurelio Gotti nella sua Vita di Michelangelo Buonarroti, compilato sui documenti dell'archivio domestico dei Buonarroti. Leonardo morì nel 1459, sedici anni prima che nascesse il nipote che avrebbe scolpito il David: il legame con questo luogo non è un aneddoto d'infanzia, ma un dato genealogico verificabile: un nome iscritto nei registri del Comune, un mandato di governo esercitato in queste stesse stanze.

Il Podestà — Scopri →

Il resto del Castello

All'estremità opposta del borgo rispetto alla Porta Fredda si trova la Torre Guinigi: trecentesca, ma più rimaneggiata nel corso dei secoli. Sotto la torre, una porta conduce a un piccolo parco pubblico che un tempo era il giardino della nobile famiglia Guinigi, che in passato possedeva poderi a Laterina. A valle del borgo si trovano i resti del Centro raccolta profughi di Laterina, nato nel 1941 come campo di prigionia e attivo dal 1948 al 1963 come campo profughi, dove trovarono accoglienza circa novemila persone, in gran parte esuli giuliano-dalmati partiti dai territori ceduti alla Jugoslavia con il trattato di Parigi del 1947. Poco distante dal castello scorre il fiume Arno, e qui la storia si fa più incerta e più intrigante: una ricerca dell'Associazione culturale La Rocca identifica nel Ponte Romito, un arco di pietra oggi in rovina sul fiume, il ponte raffigurato ne La Gioconda di Leonardo. L'ipotesi si affianca a quella storica del Ponte a Buriano, poco distante, da tempo associato alla stessa identificazione. Nessuna delle due ipotesi è un dato acquisito: sono letture proposte, non certezze, e vale la pena guardare entrambi i ponti sapendolo.

La Torre Guinigi all'estremità opposta del borgo
Il Ponte Romito, arco di pietra in rovina sull'Arno

Oggi

Laterina non si è fermata al medioevo. Ogni anno, l'ultimo fine settimana di luglio, il borgo torna in costume per la rievocazione medievale, tra sfilate e gare cavalleresche per le vie del castello. Il resto dell'anno si vive lentamente, come un universo parallelo alla frenesia del mondo contemporaneo che ci circonda e a volte ci fagocita. Laterina è un luogo per riscoprire la bellezza delle piccole cose, ma non meno autentiche.

Una via del borgo di Laterina oggi

Noi viviamo qui, e gestiamo quattro appartamenti dentro queste stesse mura. Se questa pagina vi ha incuriosito più di quanto pensavate, gli appartamenti sono il modo più diretto per restarci qualche notte invece di leggerne soltanto.

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