Palazzo Podestarile · Castello di Laterina

Michelangelo

Nell'antico salone di ricevimento del Podestà, con affreschi rinascimentali alle pareti.

L'appartamento Michelangelo prende il nome da un fatto documentato, non da una suggestione. Nel 1457 Leonardo Buonarroti, nonno paterno di Michelangelo, fu Podestà di Laterina: lo attesta l'albero genealogico della famiglia pubblicato nel 1875 da Aurelio Gotti nella sua Vita di Michelangelo Buonarroti, compilato sui documenti dell'archivio domestico dei Buonarroti. Leonardo morì nel 1459, sedici anni prima che nascesse il nipote che avrebbe scolpito il David e affrescato la volta della Sistina: il legame con questo luogo non è dunque un aneddoto d'infanzia, ma qualcosa di più solido, un nome iscritto nei registri del Comune e un mandato di governo esercitato in questo stesso palazzo, nella stanza che oggi è il vostro soggiorno. La famiglia, che per tre secoli si chiamò Simoni prima di adottare stabilmente il cognome Buonarroti, aveva già dato al Comune di Firenze consiglieri, priori e più di un funzionario minore inviato a reggere i piccoli centri del contado: Leonardo fu uno di questi, mandato a Laterina come si mandavano allora i cittadini fiorentini di buona reputazione a amministrare la giustizia e la vita civile dei castelli soggetti alla Repubblica. L'appartamento occupa l'antico salone di ricevimento del Podestà, la sala dove per secoli chi governava il castello accoglieva ambasciatori, presiedeva udienze, amministrava la giustizia del borgo davanti ai suoi abitanti. Sulle pareti sopravvivono ancora oggi frammenti di un ciclo di affreschi databili al pieno Rinascimento: stemmi araldici dipinti in rosso e ocra, entro cartocci dal disegno vegetale, e i resti di un'iscrizione dipinta di cui oggi si leggono solo poche lettere isolate. La superficie porta i segni di una storia più lunga di quella che racconta a prima vista: una fitta picchiettatura copre buona parte del dipinto, i colpi di martellina dati secoli fa per far aderire un nuovo strato di intonaco, quando quella pittura fu deliberatamente coperta e per generazioni dimenticata sotto una parete bianca. È stata riportata alla luce solo in tempi recenti, e conservata lasciando a vista il margine frastagliato di ciò che è sopravvissuto: nessuna integrazione pittorica, nessuna ricostruzione di fantasia, solo quello che il tempo ha lasciato passare. Dormire in questo appartamento significa condividere lo spazio con quel frammento, non accanto ad esso ma dentro la stessa sala in cui fu dipinto quasi seicento anni fa. Il resto dell'appartamento non compete con l'affresco: gli lascia volutamente il centro della scena. Il soggiorno conserva l'altezza di soffitto delle sale signorili del palazzo; una parete in mattoni a vista segna il punto in cui la muratura più antica incontra un rifacimento più recente, e un divano si trasforma la sera in un secondo letto per chi viaggia in quattro. L'appartamento mette inoltre a disposizione un angolo cottura accessoriato. La camera matrimoniale occupa un ambiente più raccolto, con un letto in ferro battuto e uno specchio antico su un piccolo cassettone, mentre il bagno privato, con doccia walk-in e lavabo d'appoggio, è invece del tutto contemporaneo, pensato senza compromessi per la comodità di chi soggiorna oggi. È un equilibrio che l'appartamento non nasconde e non finge di risolvere: da una parte un affresco del Quattrocento e le pareti di un palazzo che ha visto sei secoli di storia del castello, dall'altra un letto comodo, una doccia moderna, una connessione internet che funziona quando serve. La luce entra soprattutto dalla finestra sul soggiorno, che guarda verso la piazza e segue il ritmo della giornata del borgo più che quello di un ambiente pensato per l'ospite di passaggio: al mattino si sentono i passi sul selciato, nel tardo pomeriggio il rumore si affievolisce, ed è in quelle ore che la stanza, con l'affresco in controluce, mostra meglio la propria età. Non è un museo in cui si è ospiti per concessione, né un appartamento anonimo a cui è stato affiancato un nome importante per attirare attenzione: è un luogo che continua a essere abitato, come lo è sempre stato, con le comodità che chiunque si aspetta oggi da una casa. È un appartamento per chi ha sensibilità: per chi cerca la Toscana più genuina senza rinunciare al comfort. Il palazzo che ospita l'appartamento si affaccia sulla piazza principale del Castello di Laterina, la stessa piazza sulla cui facciata sono murati oltre venti stemmi lapidei e alcuni stemmi in terracotta invetriata, testimonianza silenziosa delle dominazioni che nei secoli si sono succedute sul governo del borgo. È una storia piccola dentro una storia più grande, e per questo vale la pena raccontarla con precisione invece che con enfasi: quella precisione, alla fine, è ciò che rende questo luogo diverso da qualunque altra cosa la parola "storico" venga normalmente usata per descrivere.

Caratteristiche

Ospitida 1 a 4
IngressoIndipendente
Superficie60 m²
Camera1 matrimoniale
Bagno1 privato, doccia
CucinaAngolo cottura
LivingDivano letto
Parcheggio pubblicoGratuito
Wi-FiGratuito

Corso Italia 34 · 52019 Laterina (AR)

CIN IT051042B4F3GMBYO2 · CIR 051042LTI0006

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